Summer Series Challenge (Aggiornamento di Giugno)

Eccomi qui con il resoconto di questo primo mese di sfida (il regolamento in italiano lo trovate qui, quello originale invece qui)

Per riassumere velocemente i progressi ho pensato di utilizzare la suddivisione in tre categorie già usata nel regolamento. Ecco quindi i miei progressi per Giugno:

Completare serie giunte a conclusione, iniziate ma mai portate a termine:
Vango. Un principe senza regno di Timothee de Fombelle (Libro 02/02 – Saga di Vango)

Leggere nella sua interezza una serie giunta a conclusione:

Leggere un libro di una serie vasta che abbiamo già iniziato o dalla quale siamo troppo intimoriti:

Il grande e potente Oz

 Il grande e potente Oz
regia di Sam Raimi

Trama

Quando Oscar Diggs (James Franco), illusionista di un piccolo circo, dalla discutibile etica, viene trasportato dal polveroso Kansas nel fantastico Regno di Oz, pensa di aver vinto alla lotteria: fama e fortuna a sua completa disposizione. Questo finché non incontra tre streghe, Theodora (Mila Kunis), Evanora (Rachel Weisz) e Glinda (Michelle Williams), non convinte che lui sia il grande mago che tutti credono. Coinvolto suo malgrado nei conflitti del Regno di Oz e dei suoi abitanti, Oscar deve capire chi è buono e chi è cattivo prima che sia troppo tardi. Grazie alle sue arti magiche e con un po’ di illusione, ingenuità e perfino stregoneria, Oscar si trasforma non solo nel grande e potente Mago di Oz ma anche in un uomo migliore.
(da comingsoon.it)

Commento

Questo film mi è piaciuto molto: è destinato prevalentemente ai bambini, quindi non ci si deve aspettare un super fantasy o cose simili, però l’ho trovato simpatico, fantasioso e molto colorato. James Franco è stato bravissimo nei panni dello sbruffone Oz, che cerca di farsi passare per il mago che non è, per poi pentirsene amaramente una volta causati un sacco di guai e mi sono piaciute molto anche le tre streghe, specialmente Glinda: quanto è bella Michelle Williams nei panni della strega bianca? Meravigliosa.

Anche i personaggi di supporto sono davvero simpatici e carini: la scimmietta è tenerissima e la bimba di porcellana è di una dolcezza… che tenerezza la scena in cui Oz riassembla le sue fragili gambine dopo l’incursione delle scimmie volanti. Come in tutte le favole il finale è piuttosto scontato ma non per questo meno bello (la scena della battaglia finale è davvero molto carina). Spero vivamente ci sia un seguito.

Gatto Tigrato e Miss Rondinella

O Gato Malhado e a Andorinha Sinhá: Uma História de Amor
di Jorge Amado
Paperback, 86 pagine, Mondadori Junior 2010

Al mondo si starà bene
solo quando, questa è bella,
vedremo un gatto sposare
una dolce rondinella.
E poi li vedremo volare,
sposo e sposina novella:
il gatto e la rondinella.incipit

Trama: Nel quieto silenzio del parco arriva la primavera ed è festa per tutti, compreso il fosco e scontroso Gatto Tigrato, odiato e temuto dagli altri animali. Sarà merito dei fiori e dell’aria tiepida, se il Gatto si mette a chiacchierare con l’impertinente Rondinella e se, giorno dopo giorno, i due diventano inseparabili? Ma Miss Rondinella è già fidanzata con un ricco usignolo di buona famiglia, e poi non si sono mai visti un gatto e una rondine innamorati…

Commento personale: Questo racconto mi ha fatto piangere e proprio non me l’aspettavo: ho preso un paio di libri dalla sezione ragazzi della biblioteca per rilassarmi un po’ e sono andata a beccare una delle storie più dolci e commoventi tra quelle lette quest’anno. Meravigliosa.


Inizio lettura: 21 giugno 2013
Fine lettura: 21 giugno 2013

The Lost Symbol – Prima Tappa

di Dan Brown
Prima tappa
17-23 giugno | cap. Prologo/21

The secret is how to die.
Since the beginning of time, the secret had always been how to die.

(incipit)

Prima tappa terminata e ancora il libro non mi ha preso al 100%; non so come mai, eppure questa volta non sono nemmeno partita con pregiudizi, anzi! Pensavo di trovarmi di fronte ad un romanzo alla James Rollins, quelli di cui dimentico la trama nel giro di una settimana, ma per lo meno durante la lettura mi tengono con il fiato sospeso e invece faccio fatica a ingranare, non mi coinvolge. Il fatto che sono passata dall’edizione cartacea italiana a quella digitale in inglese perchè ho trovato la versione tradotta davvero illeggibile in effetti non era un buon punto di partenza, però pensavo che si riprendesse almeno a livello di storia, invece non c’è proprio feeling.

Il romanzo è ambientato, almeno per il momento, a Washington D.C (anche se a causa della mia ignoranza per un attimo ho temuto di non aver capito nemmeno dove si ambientasse la storia visto che si parlava della Statua della Libertà… peccato che una Statua della Libertà in bronzo si trovi sulla cupola del Campidoglio. Ci ho messo un po’ a capirlo ma alla fine ce l’ho fatta) e questa volta è incentrato sui segreti della Massoneria (dopo il Priorato di Sion e gli Illuminati mancavano solo loro) e sulle scoperte di una nuova scienza, la Noetica, che si basa sullo studio del cosiddetto “sesto senso”. L’azione per ora è ferma nella sala della cupola del Campidoglio e sinceramente Langdon mi sta facendo venire un po’ il nervoso: possibile che continui ad accampare scuse per non mettersi in azione? Spero che adesso, alla fine del capitolo 21, la lampadina che gli si è accesa nel cervello lo porti a darsi una mossa, perché se va avanti così chiudo il libro e mi metto a leggere un trattato di Noetica che per il momento è la parte che mi sta più intrigando del romanzo.

Termino questo commento alla prima tappa del GDL con una serie di immagini dei monumenti di Washington DC.

A Weekend with Mr. Darcy – Prima Tappa

di Victoria Connelly
Prima tappa
15-21 giugno | cap. 1/16

Dr Katherine Roberts couldn’t help thinking that a university lecturer in possession of a pile of paperwork must be in want of a holiday.
(incipit)

Ho iniziato questa prima tappa con un po’ di ritardo ma fortunatamente il libro è molto scorrevole e ho recuperato senza troppe difficoltà. Per ora mi piace davvero molto lo stile di scrittura della Connelly che è fresco e coinvolgente anche se a volte purtroppo cade in alcuni luoghi comuni che mi hanno fatto alzare gli occhi al cielo con frasi tipo: “Honestly, any man who wasn’t safely tucked between the covers of a book was a liability. You couldn’t trust any of them.” Uff, che barba! A parte questo comunque mi sta piacendo molto e sono contenta di aver cominciato ad avvicinarmi ai libri che ruotano intorno a Jane Austen con una storia che non va a toccare le trame originali dei romanzi ma che è incentrata sulla passione per questa autrice, perchè ho la sensazione che con spin-off e simili sia più facile andare incontro a delusioni (o in altre parole: trovare delle boiate di libri pazzesche che fanno passare completamente la voglia di proseguire con quel filone).

Riguardo alla trama che dire: mi sta prendendo un sacco! Il colpo di scena del secondo capitolo l’avevo ipotizzato ma non pensavo che si avverasse sul serio e mi piace moltissimo! Bella anche la presentazione della seconda Janeite, Robyn: mi ha fatto ridere il fatto che abbia dato alle galline i nomi presi da Orgoglio e Pregiudizio, in effetti è un’idea fantastica!
Durante la lettura mi hanno fatto sognare le descrizioni di Purley Hall: che meraviglia! Ho anche provato a googolare il nome della villa, e ho trovato delle immagini strepitose, alcune che arrivano direttamente dal sito della Connelly.

Che sogno!!! La cosa incredibile è che questo romanzo, dal quale ad essere sincera mi aspettavo davvero poco, mi sta prendedo più di The Lost Symbol di Dan Brown!

Life for her was never as good as it was in fiction. A good story beautifully told was always preferable to reality. For Robyn, nothing came close to the highs she got when reading. Her reception job at a small college in North Yorkshire tickled only the surface for her and she could never wait to get home and stick her head in a favourite book and for her, the very pinnacle of literary perfection was Jane Austen.

Hansel&Gretel: Witch Hunters


regia di Tommy Wirkola

Trama
Dopo aver conosciuto il sangue da bambini, Hansel e Gretel sono diventati i vigilantes supremi, sottoposti ad un castigo infernale. Ora, a loro insaputa, Hansel e Gretel sono diventati la preda, e devono affrontare un male molto più grande delle streghe…il loro passato. (da comingsoon.it)

Commento
Un pò troppo sanguinolento per i miei gusti, anche se non è nulla di estremo: diciamo solo che secondo me un conto è un film dark e un conto è un film splatter. Questo tendeva più verso lo splatter camuffato da dark. Non so se si capisce cosa intendo, forse no in effetti, però il concetto essenziale è che non mi ha entusiasmato e che ho risparmiato dei soldi non andando a vederlo al cinema.

I due protagonisti mi sono piaciuti: lei secondo me è davvero stupenda e non è nemmeno male come attrice, lui credo sia da tenere d’occhio perchè finora mi è piaciuto moltissimo (soprattutto in The Bourne Legacy) e anche in questo film è stato bello tosto. La trama è abbastanza scontata però è piacevole, non ci sono scene particolarmente memorabili (anche la battaglia finale con le streghe non è nulla di che), i dialoghi sono classici per questo genere di film (con qualche sboronata qua e là). Insomma, un film carino, che si lascia guardare. Tre stelline mi sembra un giusto compromesso.

Vango. Un principe senza regno

Un prince sans royaume
di Timothée de Fombelle
Saga Vango, Libro 2
Hardcover, 462 pagine, Edizioni San Paolo 2011

– Ci dobbiamo nascondere? Perché? Vango posò le due dita unite sulla bocca di Ethel. – Zitta…È qui. Mi segue.
Le spighe non frusciavano nemmeno. Il silenzio era assoluto. Ma c’era nell’aria quella nota continua dell’estate, quella nota grave che si potrebbe chiamare “il rumore del sole”. Vango aveva uno sguardo folle negli occhi. – Dimmi cosa succede… – mormorò lei. La terra arida beveva il filo sottile di lacrime di Ethel. – Non c’è nessuno… Non ti riconosco più, Vango. Ma che cos’hai?incipit

Trama: Inseguito dai fantasmi del suo passato, Vango riparte all’avventura. Alla fine degli anni Trenta, sospeso sulla cima dei grattacieli di New York, affronta i suoi nemici con il monaco Zefiro e ritrova la pista di colui che ha distrutto la sua famiglia. Una caccia mozzafiato tra gli Stati Uniti e l’Europa mentre il mondo si infiamma per una nuova guerra.

Commento personale: Sono commossa. La fine della saga di Vango mi ha lasciato la stessa sensazione provata con Tobia: un’immensa nostalgia per i personaggi, per la storia, per le emozioni e per la meravigliosa scrittura di questo autore che si meriterebbe molto ma molto di più il successo delle varie Stephanie Meyer di turno. Questo si che è un Romanzo con “R” maiuscola.

All’inizio della lettura mi sono sentita completamente persa: non ricordavo precisamente dove si era fermata la narrazione nel volume precedente e in più de Fombélle ha un modo di confondere le idee che ti obbliga a lasciarti andare, come trascinata dalla corrente, avendo fiducia nel fatto che prima poi ti ricondurrà verso rive conosciute e ti permetterà di riprendere il filo. E infatti è esattamente quello che è successo.

Fino alla fine i punti oscuri del romanzo rimangono tali e solo lentamente, a cominciare dalla metà del libro, cominciamo a vedere la luce che rischiara alcune ombre: in ogni caso, fino all’ultima riga, dell’ultima pagina rimane un punto di domanda che solo l’ultima parola libera finalmente da ogni mistero. Bello, è così che vorrei fossero tutti i romanzi, e invece guarda quante scemenze troviamo sugli scaffali delle librerie, storie tutte uguali… e hanno anche successo!! Continuo a non capacitarmi del fatto che Timothée de Fombelle sia ancora un nome del tutto sconosciuto alla maggior parte non solo delle persone, ma anche dei lettori.


Inizio lettura: 08 giugno 2013
Fine lettura: 17 giugno 2013

Il Seggio Vacante

The Casual Vacancy
di J.K. Rowling
Hardcover, 553 pagine, Salani 2012

Barry Fairbrother non voleva uscire a cena. Aveva avuto un mal di testa martellante per quasi tutto il fine settimana e stava lottando contro il tempo per consegnare il pezzo al giornale locale entro la scadenza. (incipit)

Trama: A chi la visitasse per la prima volta, Pagford apparirebbe come un’idilliaca cittadina inglese. Un gioiello incastonato tra verdi colline, con un’antica abbazia, una piazza lastricata di ciottoli, case eleganti e prati ordinatamente falciati. Ma sotto lo smalto perfetto di questo villaggio di provincia si nascondono ipocrisia, rancori e tradimenti. Tutti a Pagford, dietro le tende ben tirate delle loro case, sembrano aver intrapreso una guerra personale e universale: figli contro genitori, mogli contro mariti, benestanti contro emarginati. La morte di Barry Fairbrother, il consigliere più amato e odiato della città, porta alla luce il vero cuore di Pagford e dei suoi abitanti: la lotta per il suo posto all’interno dell’amministrazione locale è un terremoto che sbriciola le fondamenta, che rimescola divisioni e alleanze. Eppure, dalla crisi totale, dalla distruzione di certezze e valori, ecco emergere una verità spiazzante, ironica, purificatrice: che la vita è imprevedibile e spietata, e affrontarla con coraggio è l’unico modo per non farsi travolgere, oltre che dalle sue tragedie, anche dal ridicolo.
J.K. Rowling firma un romanzo forte e disarmante sulla società contemporanea, una commedia aspra e commovente sulla nozione di impegno e responsabilità. In questo libro di conflitti generazionali e riscatti le trame si intrecciano in modo magistrale e i personaggi rimangono impressi come un marchio a fuoco. Farà arrabbiare, farà piangere, farà ridere, ma non si potrà distoglierne lo sguardo, perché Pagford, con tutte le sue contraddizioni e le sue bassezze, è una realtà così vicina, così conosciuta, da non lasciare nessuno indifferente.

Commento personale: Standing ovation per J.K. alla fine di questo romanzo. Molto diverso da come mi era stato descritto (avevo letto che era un thriller… solo perché gli eventi sono scatenati da una morte, oltretutto naturale, non vuol dire certo che sia un thriller!), l’ho trovato appassionante, interessante e stimolante. Ciò che più mi è piaciuto è il fatto che non ci sia un personaggio completamente positivo o completamente negativo: anche quelli che possono sembrare i migliori hanno dei segreti da nascondere o delle grosse mancanze e allo stesso tempo molti personaggi apparentemente negativi rivelano delle qualità e dei lati del loro carattere che non si possono sottovalutare.

Come già ci aveva fatto capire con la saga di Harry Potter, il suo punto di forza sono proprio i personaggi: in questo romanzo ce ne sono moltissimi ma ciò che è incredibile è che già dopo i primi capitoli in cui vengono introdotte le diverse famiglie, è praticamente impossibile fare confusione mescolando nomi e caratteristiche. Ogni abitante di Pagford è unico e i soli che mi hanno dato qualche leggero problema sono stati i Jawanda ma semplicemente perché, non essendo abituata ai nomi indiani, mi è capitato in un capitolo ambientato nella loro casa di confondere la madre con la figlia.
Impossibile non trovare un proprio “personaggio del cuore”; personalmente ho amato molto Krystal Weedon, la ragazza problematica con la madre drogata, e Kay Bawden, l’assistente sociale che per un periodo prende in cura i Weedon. In realtà però tutti i personaggi, come accade nella vita reale, hanno dei momenti di “buona” in cui non si può non condividere le loro azioni: ad esempio, un personaggio a mio parere insopportabile come Samantha Mollison, a volte l’ho sentita molto vicina… poi voltavo pagina e non la sopportavo più nuovamente!

L’effetto generale del romanzo è stato un coinvolgimento emotivo enorme: a volte avrei voluto entrare nella storia e intervenire, solitamente in difesa dei personaggi più subivano gli errori e le mancanze degli altri (Krysta, il suo fratellino Robbie, Sukhvinder Jawanda ossessionata dalle prese in giro dei compagni, Andrew e Paul Price, al cui padre violento avrei volentieri spaccato la faccia).

Per quanto riguarda la trama, se si va a scavare ci si rende conto che è solo un filo conduttore che serve a tenere uniti e a collegare i diversi personaggi essendo loro il vero fulcro del romanzo: la morte di Barry Fairbrother fa da sottofondo a tutte le vicende dei singoli protagonisti provocando le conseguenze più disparate, direttamente o indirettamente. La conclusione è straziante, anche perchè ci vanno di mezzo forse gli unici che davvero non se lo sarebbero meritato. Non ho pianto, stranamente, ma ho chiuso il libro sentendomi triste e allo stesso tempo soddisfatta di non essere stata delusa.


Inizio lettura: 23 maggio 2013
Fine lettura: 03 giugno 2013

Un mese in un post: Maggio 2013

Maggio è stato un mese di letture piuttosto intenso e in più è stato anche un mese di cambiamenti qui sul blog, perché ogni tanto ho bisogno di rivoluzionare tutto, altrimenti mi annoio (si, sono proprio il classico esempio di personalità stabile e costante). In più sono anche tornata sulla piattaforma di blogger, visto che dopo un anno di wordpress mi sono resa conto che in realtà non mi serve più di tanto quello che offre (e anche se il costo nel dominio non è alto, se i soldi non serve spenderli è meglio tenerseli, no?)

LIBRI LETTI

Allora, allora: il mese è iniziato in allegria con la brevissima e simpaticissima lettura di La Jolanda Furiosa della mitica Lucianina Littizzetto che mi fa tanto ridere la domenica sera con i suoi monologhi a “Che Tempo Che Fa”. Mi sono poi data alle storie adolescenziali leggendo Bianca come il latte, rossa come il sangue di Alessandro D’Avenia che mi ha piacevolmente colpito per aver parlato finalmente di adolescenti in modo normale e non dipingendoli come poveri babbei rimbecilliti. E’ un passo avanti.
Per soddisfare la mia voglia di mishtero ho letto invece una raccolta di racconti di Agatha Christie, ovvero Appuntamento con la paura nel quale a racconti tipicamente polizieschi (nei quali tornano i miei amati Poirot e Miss Marple) si alternano racconti con argomenti più verso il paranormale. Le successive due letture sono state entrambi piacevoli ma se Zia Antonia sapeva di menta di Andrea Vitali è stato carino ma nulla di più, Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico di Luis Sepùlveda mi è piaciuto veramente ma veramente tanto.
Ciliegina sulla torta è stato infine Il Seggio Vacante, romanzo bellissimo che conferma definitivamente che Sua Maestà Rowling scrive da dio.

NUOVE ENTRATE

  

Ci sono parecchie nuove entrate nella mia libreria questo mese dovute ad una scappata in biblioteca e ad un furtarello a casa di mia mamma. In biblioteca sono corsa a prendere Vango di Timothee de Fombelle dopo aver scoperto che finalmente è uscito, poi già che c’ero non sono riuscita a resistere e ho portato a casa anche L’ottavo arcano, secondo capitolo della “Languedoc Trilogy” di Kate Mosse e due libri presi dalla sezione ragazzi che ho scoperto essere molto fornita nella mia biblioteca: La leggendaria storia di Verruca Murphy e del suo orribile sparapatate di Eoin Colfer e Gatto Tigrato e Miss Rondinella di Jorge Amado.

Da mia mamma ho invece preso in prestito i primi tre romanzi che compongono la serie con protagonista Robert Langdon per poterli far rientrare nella Summer Series Challenge e nei gdl in partenza de “Il Simbolo Perduto” e poi “Inferno”.