A Christmas Carol

sfide: alfabeto, letture in lingua, infinita, random classics, torniamo ragazzi

Autore: Charles Dickens
Anno di pubblicazione: 1998
Editore: Wordsworth
Pagine: 65

Iniziato il: 21 gennaio 2012
Terminato il: 24 gennaio 2012
Valutazione:★★★★

Marley was dead, to begin with. There is no doubt whatever about that. The register of his burial was signed by the clergyman, the clerk, the undertaker, and the chief mourner. Scrooge signed it. And Scrooge’s name was good upon ‘Change, for anything he chose to put his hand to.

(incipit)

Trama

Ebenezer Scrooge è un avaro finanziere che odia il Natale e da anni non compie un gesto di carità o compassione. Una notte, viene visitato dal fantasma del suo ex socio Marley che desidera salvare la sua anima e che gli annuncia la visita di tre spiriti: lo Spirito del Natale Passato, lo Spirito del Natale Presente e lo Spirito del Natale Futuro. Scrooge sarà quindi messo di fronte all’inutilità della sua vita e all’aridità del suo cuore.


Commento
La storia in sé è bellissima, il viaggio magico che Scrooge compie la notte di Natale nel suo passato, presente e futuro è un viaggio nella sua coscienza che fa nascere in lui il desiderio di diventare una persona diversa. L’episodio senza dubbio più tenero e commovente è la scena della Vigilia di Natale a casa di Bob Cratchit, la cui famiglia, pur se povera e con tanti problemi, riesce a trovare nelle cose più semplici un motivo di gioia.
Sarebbe stato il massimo riuscire a leggere questo racconto la notte di Natale o comunque nel periodo natalizio: la mia intenzione, infatti, era proprio quella, ma come si può facilmente immaginare dalla data in cui scrivo il commento non ci sono riuscita. Ammetto di aver avuto qualche difficoltà nella lettura in lingua originale, sia per la presenza di molti vocaboli sconosciuti, sia per la struttura di alcune frasi che mi hanno creato problemi, tanto da dover essere costretta, pur dopo numerose riletture, a proseguire senza riuscire a capirne il significato. Il fatto di aver faticato a trovare alcune espressioni anche sul dizionario mi ha fatto pensare che probabilmente Dickens utilizzi molti modi di dire (le frasi inziali, sul “dead as a doornail” mi hanno tenuta bloccata per un quarto d’ora prima di riuscire a capire di cosa si trattasse) e forse anche qualche espressione ormai desueta; in ogni caso sono riuscita a portare a termine la lettura, anche se ho intenzione di rileggerlo in italiano, magari ilprossimo Natale.

External heat and cold had little influence on Scrooge. No warmth could warm, no wintry weather chill him. No wind that blew was bitterer than he, no falling snow was more intent upon its purpose, no pelting rain less open to entreaty. Foul weather didn’t know where to have him. The heaviest rain, and snow, and hail, and sleet, could boast of the advantage over him in only one respect. They often came down handsomely, and Scrooge never did.

‘That is no light part of my penance,’ pursued the Ghost. ‘I am here to-night to warn you, that you have yet a chance and hope of escaping my fate. A chance and hope of my procuring, Ebenezer.’ ‘You were always a good friend to me,’ said Scrooge. ‘Thank’ee.’ ‘You will be haunted,’ resumed the Ghost, ‘by Three Spirits.’

‘I will honour Christmas in my heart, and try to keep it all the year. I will live in the Past, the Present, and the Future. The Spirits of all Three shall strive within me. I will not shut out the lessons that they teach. Oh, tell me I may sponge away the writing on this stone!’

I misteri di Goodrich Court

Autore: Cristina Contilli e Laura Gay
Anno di pubblicazione: 2011
Editore: Ilmiolibro.it
Pagine: 62

Iniziato il: 24 gennaio 2012
Terminato il: 24 gennaio 2012
Valutazione:★ e mezzo

Emma si affacciò al finestrino della carrozza su cui stava viaggiando da ore e vide in lontananza un vecchio casolare col tetto in mattoni rossi. Poco lontano, un gruppo di soldati con le loro armi scintillanti facevano ritorno alle proprie case. Nonostante la guerra contro Napoleone fosse ormai finita da tempo, si vedevano ancora parecchi militari in giro.

(incipit)

Trama

Un rosa paranormale ambientato tra India e Inghilterra nel periodo recency: quali misteri nasconde il castello di Goodrich Court dove Emma viene assunta come istitutrice? E soprattutto chi è veramente il conte William Borroughs?(Retro di copertina)


Commento
Uffa… io odio scrivere commenti negativi sui libri che ricevo con le catene di lettura, perché mi dispiace; non è come stroncare una ciofeca trovata in libreria, magari pubblicata da una nota casa editrice che senza scrupoli ci propina a pagamento una plateale cavolata, in questo caso devo dare la mia opinione sullo scritto di una persona che quasi conosco, con la quale magari mi sono anche scambiata dei messaggi su aNobii, e che sicuramente ha deciso di far girare il suo libro perché ci crede. Purtroppo però non posso nemmeno dire che il racconto mi sia piaciuto: la trama di base, anche se un po’ scontata (ma la maggior parte dei romanzi sono basati su una trama già sentita mille volte, quindi non è una cosa così grave), potrebbe anche dar vita ad una storia interessante, se non fosse che tutta la vicenda è trattata in modo superficiale e soprattutto incoerente. La domanda che mi è venuta in mente mentre leggevo è stata: ma le autrici hanno riletto ciò che hanno scritto? Detto francamente, sembra di no, perché mi pare impossibile che nessuna delle due si sia accorta che manca un pezzo. Il punto è il seguente: William, il protagonista maschile, dichiara chiaramente di essere uno spirito, può passare attraverso pareti e porte chiuse e nessuno lo vede e lo sente a parte Emma. Improvvisamente e senza alcuna motivazione, poche pagine dopo viene detto che William è una persona in carne ed ossa che ha sempre vissuto nascosto nel castello perché è un lupo mannaro. Ci si perde insomma il passaggio tra fantasma e persona viva, come se chi ha scritto avesse cambiato improvvisamente idea, senza però ricordarsi che due righe prima aveva scritto tutt’altro! Inoltre, anche se si facesse finta di aver letto male e di essersi sognati che William fosse un fantasma, il resto della storia è comunque deboluccio e sembra senza scopo, oltre ad essere poco approfondito. Anche tutta la questione della leggenda della tigre dell’India sembra messa dentro un po’ a caso. Insomma, mi dispiace ma proprio non ci siamo.

Se una notte d'inverno un viaggiatore

sfide: alfabeto, bersaglio, infinita, salva-comodino, obiettivo 2012

Autore: Italo Calvino
Anno di pubblicazione: 2002
Editore: Gruppo Editoriale L’Espresso
Pagine: 223

Iniziato il: 22 gennaio 2012
Terminato il: 23 gennaio 2012
Valutazione:★★★★

Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c’è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri:«No, non voglio vedere la televisione!» Alza la voce, se no non ti sentono: «Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!» Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo più forte, grida: «Sto cominciando a leggere il nuovo romanzo di Italo Calvino!» O se non vuoi non dirlo; speriamo che ti lascino in pace.

(incipit)


Trama

È un romanzo sul piacere di leggere romanzi: protagonista è il lettore, che per dieci volte comincia a leggere un libro che per vicissitudini estranee alla sua volontà non riesce a finire. Ho dovuto dunque scrivere l’inizio di dieci romanzi d’autori immaginari, tutti in qualche modo diversi da me e diversi tra loro. (Italo Calvino)

Commento
Ci sono libri che non vanno raccontati, vanno letti, perché tentando di riassumerne il contenuto o di spiegarne le particolarità si rischia di semplificare troppo e di non riuscire ad espimere tutto ciò che la lettura ci ha comunicato. Se una notte d’inverno un viaggiatore è un romanzo bellissimo e originale che parla di se stesso, della lettura, dei lettori, degli scrittori e dei libri. La voce dell’autore mi ha abbracciato, scaldato e mi ha quasi obbligato ad immedesimarmi con questo protagonista Lettore, frustrato dall’impossibilità di poter concludere i romanzi che ha iniziato e contemporaneamente attratto da tutti i nuovi inizi che gli si presentano davanti. Questa “trovata” dei diversi incipit mi è piaciuta moltissimo, anche se mi è rimasta la curiosità di sapere come Calvino avrebbe fatto proseguire i vari romanzi, soprattutto “Se una notte d’inverno un viaggiatore” e “In una rete di linee che si allacciano”, che sono quelli che più hanno stimolato il mio interesse. Anche la “storia-cornice”, per quanto caotica (anzi, forse proprio per quello), mi ha appassionato: nonostante, dopo i primi due incipit, avessi capito come funzionava la tiritera, non riuscivo ad evitare che una parte di me, tutte le volte che si presentava un nuovo titolo, provasse una piccola e remota speranza che finalmente quello fosse davvero il libro giusto, esattamente come accadeva al Lettore. Ho trovato bellissimo anche il “capitolo” con il diario di Flannery, ovvero il punto di vista dello scrittore e molto stimolanti tutte le allusioni ai “tipi” di lettore, che mi hanno fatto ragionare soprattutto su cosa sia per me la lettura. Tra tutte, forse, la frase che meglio ha espresso la mia concezione della lettura, e anche quello che io cerco in un libro, è questa: “Leggere è andare incontro a qualcosa che sta per essere e ancora nessuno sa cosa sarà.”

Rigiri il libro tra le mani, scorri le frasi del retrocopertina, del risvolto, frasi generiche, che non dicono molto. Meglio così, non c’è discorso che pretenda di sovrapporsi al discorso indiscretamente al discorso che il libro dovrà comunicare lui direttamente, a ciò che dovrai tu spremere dal libro, poco o tanto che sia. Certo, anche questo girare intorno al libro, leggerci intorno prima di leggerci dentro, fa parte del piacere del libro nuovo, ma come tutti i piaceri preliminariha una sua durata ottimale se si vuole che serva a spingere verso il piacere più consistente della consumazione dell’atto, cioè della lettura del libro.

Leggere è andare incontro a qualcosa che sta per essere e ancora nessuno sa cosa sarà.

La tua casa, essendo il luogo in cui tu leggi, può dirci qual’è il posto che i libri hanno nella tua vita, se sono una difesa che tu metti avanti per tener lontano il mondo di fuori, un sogno in cui sprofondi come una droga, oppure se sono dei ponti che getti verso il fuori, verso il mondo che t’interessa tanto da volerne moltiplicare e dilatare le dimensioni attraverso i libri.

Dalla lettura delle pagine scritte, la lettura che gli amanti fanno dei loro corpi (di quel concentrato di mente e corpo di cui gli amanti si servono per andare a letto insieme) differisce in quanto non è lineare. Attacca da un punto qualsiasi, salta, si ripete, torna indietro, insiste, si ramifica in messaggi simultanei e divergenti, torna a convergere, affronta momenti di fastidio, volta pagina, ritrova il filo, si perde.

Quale dato permette di distinguere le nazioni in cui la letteratura gode di una vera considerazione, meglio delle somme stanziate per controllarla e reprimerla?

Il senso ultimo a cui rimandano tutti i racconti ha due facce: la continuità della vita, l’inevitabilità della morte.

Se una notte d’inverno un viaggiatore, fuori dell’abitato di Malbork, sporgendosi dalla costa scoscesa senza temere il vento e la vertigine, guarda in basso dove l’ombra s’addensa in una rete di linee che s’allacciano, in una rete di linee che s’intersecano sul tappeto di foglie illuminate dalla luna intorno a una fossa vuota, – Quale storia laggiù attende la fine? – chiede, ansioso d’ascoltare il racconto.

Obiettivo 2012

REGOLAMENTO

Questa non è una vera e propria sfida, ma è un gioco il cui unico scopo è soddisfare l’OBIETTIVO che desideriamo raggiungere nel corso del 2012, e che ovviamente deve riguardare le nostre amate letture… 
1) L’OBIETTIVO può essere di qualsiasi tipo: un certo numero di libri da leggere, una particolare sfida da finire, la partecipazione ad un gruppo di lettura, la lettura di un genere letterario che di solito rifiutiamo, la scoperta di un autore che abbiamo sempre rimandato nel tempo, il voler diminuire la propria wishlist … possiamo dare libero sfogo alla nostra fantasia
2) Si possono dichiarare quanti obiettivi si desidera, non ci sono limiti di numero di obiettivi e di genere di obiettivo. 
3) Per rendere più appetibile il raggiungimento dell’obiettivo ho pensato di aggiungere il punteggio, e i punti saranno calcolati in questo modo: 
– ogni obiettivo raggiunto entro la fine del 2012 fa guadagnare 10 punti
– ogni obiettivo perso entro la fine del 2012 fa perdere 15 punti
– ogni libro effettivamente letto per raggiungere l’obiettivo, fa guadagnare 1 punto
– se al termine del 2012 il giocatore ha raggiunto tutti gli obiettivi che ha dichiarato, guadagnerà altri 50 punti 
4) Ma lo scopo del gioco non è fare punti, che servono solo per invogliare il giocatore a raggiungere l’obiettivo prefissato: il vero scopo è riuscire a portare a termine una nostra decisione, un traguardo che ci siamo prefissati, una scelta che abbiamo sempre rimandato nel tempo ma che ora vogliamo finalmente affrontare. 
5) L’unica regola che si deve seguire è specificare, quando si dichiara l’obiettivo, il numero dei libri che dovete leggere per raggiungerlo, così posso calcolare i punteggi in caso di obiettivo raggiunto. 
6) L’obiettivo può essere dichiarato in qualsiasi momento dell’anno, l’importante è raggiungerlo entro il 31/12/2012. 
7) L’obiettivo può riguardare qualsiasi genere di libro, anche se utilizzato in altre sfide, anche se si tratta di una rilettura, anche se in formato ebook. 
8) Verrà creato un file Excel dove verranno riepilogati tutti gli obiettivi dichiarati e i punteggi guadagnati, così ognuno può avere sotto controllo la propria situazione e magari trarre spunto dagli obiettivi degli altri giocatori. Gli obiettivi possono essere di qualsiasi tipo, l’unico limite da rispettare è che devono riguardare le nostre letture 🙂
LISTA OBIETTIVI
1° OBIETTIVO Terminare la sfida salva-comodino e rilanciare almeno una volta (quindi leggere almeno 18 “non letti”) – 3/18

2° OBIETTIVO Leggere almeno 8 classici di tutte le epoche (anche del ‘900) – 3/8

3° OBIETTIVO Procedere di almeno 3 tappe nel mio progetto “reading history”. 0/3

4° OBIETTIVO Terminare la sfida delle letture in lingua. 2/7

Sfida dell'alfabeto 2012

REGOLAMENTO

La sfida consiste nel leggere 21 (modalità alfabeto ridotto) o 26 libri (modalità alfabeto completo con J, K, W, X, Y), uno per ogni lettera. Non esistono PASSO per i quali nelle scorse edizioni era possibile leggere due libri per una stessa lettera saltandone un’altra. Al momento dell’iscrizione si deve indicare quale modalità si intende seguire, se la ridotta o la completa, una volta scelto non è possibile cambiare (ciò che comporta la scelta ve lo spiego nella sezione PUNTI, più sotto).
1) Le iscrizioni sono sempre aperte, anche durante lo svolgimento della sfida. 
2) Il periodo di lettura va dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012. 
3) La sfida quest’anno sarà gestita tramite un gruppo aNobii che verrà aperto allo scopo: ognuno dei partecipanti aprirà una discussione per i progressi (che abbia nel titolo il proprio nickname) nella quale potrà comunicare il compimento delle letture riportando in ogni post di aggiornamento la lista completa e accanto ai vari titoli lo “stato di lettura” (letto o in lettura), solamente per i libri letti anche il punteggio dato dal singolo libro con gli addendi e in fondo il punteggio totale acquisito fino a quel momento. E’ obbligatorio postare una lista completa prima dell’inizio personale della sfida (vd. sezione PUNTI per la motivazione), tale lista sarà comunque modificabile . 
Es. I progressi/Le letture/L’alfabeto di [Pinco Pallo]:
A) Austen, Jane – Orgoglio e pregiudizio IN LETTURA 
B) Benni, Stefano – Margherita Dolcevita LETTO [vd. sotto sezione PUNTI] 
C) Cooper, Glenn – Il marchio del diavolo 
D) Dahl, Roald – Il GGG … Tot: X pt. 
4) I libri dovranno essere scelti secondo l’iniziale del cognome dell’autore/autrice (uno per ogni lettera dell’alfabeto) e potranno essere letti in qualsiasi ordine voi preferiate ma uno solo per volta, finito uno si inizia a leggerne un altro. Casi particolari: 
a) Due o tre autori: vale il cognome del primo menzionato in copertina 
b) Più di tre autori: si considerano Autori Vari e quindi non validi per la sfida 
c) Doppio cognome maschile o femminile: vale quello visualizzato per primo nei record bibliografici (potete controllare qui: http://www.sbn.it/opacsbn/opac/iccu/free.jsp , ad es. Garcia Marquez vale G) 
d) Autori latini: vale il nome col quale sono universalmente conosciuti (es. Tito Maccio Plauto = Plauto; Publio Ovidio Nasone = Ovidio…)
e) Cognomi di provenienza: vale il nome (es. Leonardo da Vinci = Leonardo; Erasmo da Rotterdam = Erasmo)
f) Pseudonimi: Vale il cognome che compare effettivamente sulla copertina del libro
g) Autori orientali: Se avete dubbi su quale sia il nome e quale il cognome fate affidamento al link dell’opac 
5) Sono validi per la sfida: 
– Romanzi, saggi, raccolte di poesia o racconti, opere teatrali, biografie
– Le riletture
– Libri inseriti in altre sfide 
PUNTI:
Per rendere la sfida un po’ più animata ho deciso di inserire un punteggio, i punti sono così distribuiti: 
1 punto per ogni libro letto (LL) al quale vanno aggiunti: 1 pt. per i libri di almeno 500 pag e 1 pt. ogni 100 pagine eccedenti le 500 (ad es. se un libro ha 612 pag. darà 3 pt., uno di 780 ne darà 4) (P) 
1 pt. per i libri pubblicati prima del 1900 (E) 
1 pt. per i libri abbandonati in precedenza (A)
1 pt. per i saggi (S)
1 pt. per i libri letti in lingua straniera (LS)
2 pt. se il libro letto corrisponde alla scelta iniziale fatta con la lista preliminare obbligatoria (NC) 
Terminato l’alfabeto saranno inoltre conteggiati ulteriori: 100 pt. ai quali si sommano: 
50 pt. se si segue nella lettura, dall’inizio alla fine, l’ordine alfabetico A-Z
15 pt. se si è scelta la modalità alfabeto completo (26 libri)
Per esempio supponiamo che io inserisca nella lista preliminare il libro “Great expectations” di Charles Dickens, libro che avevo in precedenza abbandonato e che nella mia edizione risulta avere 605 pagine, e che lo legga dall’inizio alla fine. Nei miei progressi allora metterò:
D) Dickens, Charles – Great expectations (pag. 605, 1860, abbandonato) LETTO [1LL, 2P, 1E, 1A, 1LS, 2NC]= 8 pt.
LISTA LIBRI
A – Dante Alighieri – La Divina Commedia, Inferno (A, E)
B – Muriel Barbery – L’eleganza del riccio
C – Italo Calvino Se una notte d’inverno un viaggiatore (1LL+2NC+1A = 4)
D – Charles Dickens A Christmas Carol (1LL+1E+1LS+2NC = 5)
E – George Eliot – Middlemarch (E, 829 p.)
F – Aminata Fofana – Il fiore del frangipani
G – Gabriel Garcìa Marquez – Cent’anni di solitudine (A)
H – Nick Hornby – A long way down (LS)
I – Washington Irving – Rip Van Winkle and Other Stories (LS)
L – Jacques Le Goff – L’uomo medievale (S)
M – Thomas Mann I Buddenbrook (1LL+3P+1E+1NC = 6)
N – David Nicholls – Un giorno
O – George Orwell – Nineteen Eighty-Four (LS)
P – Elizabeth Peters La sfida della mummia (1LL)
Q – Salvatore Quasimodo – Ed è subito sera
R – Cecilia Randall – Hyperversum (800 p.)
SSofocle – Antigone, Edipo Re, Edipo a Colono (E)
T – Scarlett Thomas – Pop Co
U – Fred Uhlman – La trilogia del ritorno
V – Steve Van Der Ark – Harry Potter Lexicon
Z – Emile Zola – Thérèse Raquin

Tot. 16 punti

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

sfide: infinita, del nord e del freddo, bersaglio

Titolo originale: Hundraåringen som klev ut genom fönstret och fönstret
och försvann
Autore: Jonas Jonasson
Anno di pubblicazione: 2009
Editore: Bompiani
Pagine: 446

Iniziato il: 11 gennaio 2012
Terminato il: 20 gennaio 2012
Valutazione:★★★★

Di certo Allan Karlsson avrebbe potuto pensarci prima e, magari, comunicare agli interessati la sua decisione. In effetti non aveva mai riflettuto troppo sulle cose. Ecco perché quell’idea non ebbe neanche il tempo di fissarsi nella sua testa che già aveva aperto la finestra della stanza al pianterreno della casa di riposo di Malmköping, nel Sörmland, per poi sgusciare fuori e atterrare nell’aiuola sottostante.

(incipit)


Trama

Allan Karlsson compie cento anni e per l’occasione la casa di riposo dove vive intende festeggiare la ricorrenza in pompa magna, con tutte le autorità. 

Allan, però, è di un’altra idea. Così decide, di punto in bianco, di darsela a gambe. 

Con le pantofole ai piedi scavalca la finestra e si dirige nell’unico luogo dove la megera direttrice dell’istituto non può riacciuffarlo, alla stazione degli autobus, per allontanarsi anche se non sa bene verso dove. Anzi, senza avere alcuna destinazione in mente. Nell’attesa del primo pullman in partenza, Allan si imbatte in un ceffo strano, giovane, biondo e troppo fiducioso che l’attempato Allan non sia capace di colpi di testa. Non potendo entrare nella piccola cabina della toilet pubblica insieme all’ingombrante valigia cui si accompagna, il giovane chiede ad Allan, con una certa scortesia, di vigilare bene che nessuno se ne appropri mentre disbriga le sue necessità. Mai avrebbe pensato, il biondo, quanto gli sarebbe costata questa fiducia malriposta e quella necessità fisiologica. 

La corriera per-non-si-sa-dove sta partendo, infatti. 

Allan non può perderla se vuole seminare la megera che ha già dato l’allarme, e così vi sale, naturalmente portando con sé quella grossa, misteriosa valigia. 

E non sa ancora che quel biondino scialbo è un feroce criminale pronto a tutto per riprendersi la sua valigia e fare fuori l’arzillo vecchietto. 

Una girandola di equivoci. Una esilarante avventura. 

Una vitalità esuberante. Una galleria di personaggi senza paragoni. Un centenario capace di incarnare i sogni di ognuno, pronto a tutto per non lasciarsi scappare questo improvviso e pericoloso dono del destino. (dal retro di copertina)


Commento
Su questo romanzo è stato detto di tutto: che è un caso editoriale, che fa morire dalle risate, che è una delusione, che non fa per niente ridere, ecc, ecc, ecc. A me personalmente incuriosiva molto quindi, diffidando dei commenti negativi mi sono fatta la mia coda di prenotazioni in biblioteca e sono finalmente riuscita a leggerlo. Non capisco davvero come mai molte persone l’abbiano trovato inutile: a me è piaciuto da morire! Non c’è dubbio che le vicende raccontate siano del tutto irreali e impossibili e mai, neanche in una pagina l’autore dà anche solo l’impressione di tentare di farcele passare come realistiche; le incredibili situazioni in cui Allan si ritrova durante tutta la sua vita sono così chiaramente assurde, che proprio in esse si trova il primo aspetto divertente del romanzo.
La narrazione si sposta continuamente su due piani temporali distinti: il presente e il passato del protagonista. Se ciò che capita ad Allan dal giorno in cui decide di fuggire dalla casa di riposo in cui alloggia sembra pazzesco, non è nulla in confronto a quello che ha vissuto dalla sua nascita fino alla mattina del suo centesimo compleanno; le sue avventure lo portano a girare letteralmente il mondo, facendo amicizia con capi di stato e presidenti, partecipando alla costruzione di bombe atomiche e intervenendo nei più delicati momenti della storia con la sua arma migliore: la semplicità. Le sue peripezie (che sono narrate in terza persona ma riportando sempre il punto di vista del protagonista) e gli improbabili incontri che fa nella sua vita, ci vengono raccontati con candore, come se fossero normalissimi e uguali a quelli di tutte le persone.
Su aNobii ho letto in tante recensioni che Allan potrebbe essere considerato il Forrest Gump svedese, anche se manca della sua innocenza; ad essere sincera, le avventure di Allan non mi hanno fatto pensare tanto a Forrest Gump quanto a Big Fish (non ho ancora mai letto il libro; il film, comunque, è uno dei miei preferiti, non per nulla è diretto da Tim Burton), e idem per il carattere del protagonista, che non è per nulla innocente ma, come dice perfettamente la sua infermiera della casa di riposo: “Allan è senza dubbio vecchio, ma è anche un maledetto farabutto che sa esattamente quello che fa”.
Fosse stato per me avrei citato tutto il libro, ma essendo composto da più di 400 spassosissime pagine, forse non è il caso; purtroppo costa parecchio, quindi per il momento mi accontenterò di una sola lettura, ma è poco ma sicuro che appena dovesse uscire in paperback entrerà immediatamente a far parte della mia libreria.

Comunque sia, era la bellissima moglie del capo del Kuomintang cinese, Chiang Kai-shek. […] Ora, la signora stava perseguitando il presidente Truman affinché questi mantenesse le promesse fatte dal presidente Roosvelt circa la lotta al comunismo.
“Lo sapevo che si ricadeva di nuovo in politica,” commentò Allan.
“E’ piuttosto difficile evitare l’argomento se sei il presidente degli Stati Uniti,” ribattè Truman.

Allan si complimentò con Herbert per l’ottimo lavoro e l’eccellente interpretazione. Quest’ultimo arrossì, cercando di sviare il discorso e affermando che non è poi così difficile interpretare la parte dello scemo se lo si è di natura. Allan rispose che non ne era poi così sicuro, dato che i cretini che aveva incontrato finora avevano sempre cercato di apparire intelligenti.

Versatile Blogger Award

Prendo una piccola pausa tra le varie recensioni per lasciare spazio ad un po’ di vanità (eccheccavolo, ogni tanto ci vuole!), dato che a Dreaminglife è stato assegnato un premio. Devo quindi prima ringraziare Nicky del blog Bookshelf, soprattutto per la motivazione del premio (“Dreaminglife – che mi ha trascinato nel tunnel delle sfide aNobiane” ahahah… ho riso un sacco quando l’ho letto!), e poi rispettare le regole, che mi chiedono di scrivere sette cose che mi riguardano e assegnare il premio ad altri 15 O_O blog…
Ma iniziamo con le “7 things about me” ovvero le 7 cose su di me:

  1. Fra pochi mesi la mia vita cambierà completamente: ho comprato casa con il mio ragazzo e dovremmo riuscire ad entrare verso aprile.
  2. Ho due manie da pazza psicopatica: non posso sopportare di dormire in un letto sfatto, soprattutto se mi si scalza il lenzuolo dalla parte dei piedi, e odio i bicchieri con le bolle nel vetro, potrei essere presa da un raptus e romperli giusto per far scoppiare quelle maledette bollicine! (Ok, questo forse non avrei dovuto scriverlo, adesso mi arriva la neuro a casa).
  3. Non so usare l’IPhone… bene, l’ho detto, l’ho confessato. Io proprio non riesco a gestire quel maledetto touch screen (e il mio Nokia preistorico ringrazia).
  4. Sono una sushi-addicted, ne mangerei anche a colazione. E pensare che inizialmente solo l’idea mi metteva ribrezzo.
  5. Mi piacciono da matti i documentari sugli animali: se me ne capita uno in tv mi ipnotizzo, soprattutto quelli sugli animali marini.
  6. Se vincessi un sacco di soldi, la prima cosa che farei sarebbe comprare un grande casale con un enorme giardino, lo ristrutturerei completamente e adotterei un sacco di cani (dai canili, ovviamente). 
  7. Ho i capelli ricci.
E adesso i miei premiati (non sono 15, già lo dico):
  • Il Tempo di Leggere – Per le belle recensioni, per tutti gli spunti che mi dà e perché Phoebes è un’altra sfidopatica come me
  • Inkheart – Perchè anche se ormai è (purtroppo) poco aggiornato, è il primo blog che ho scovato a recensire davvero i libri, e non a fare solo post pubblicitari di volumi probabilmente mai letti.
  • Becky’s Book Rewies – Because, even if I don’t leave a lot of comments (because of my shyness in writing in english), I always read her posts and my wishlist on The book depository is full of her books!
  • Sono Solo Libri – Perché è curatissimo, interessante e la grafica è troppo bella.
Olé, io ho finito! ^_^

1855 – La grande rapina al treno

Titolo originale: The First Great Train Robbery
Regista: Michael Crichton
Anno: 1978
Paese: USA
Genere: Avventura
Cast: Sean Connery (Edward Pierce), Donald Sutherland (Robert Agar), Lesley-Anne Down (Miriam)

Visto il: 17 gennaio 2012
Valutazione:★★★


Trama
Nel 1885 il mezzo di locomozione più veloce e moderno al mondo è il treno a vapore. La banca inglese Hundleston & Bradford utilizza abitualmente il treno per trasferire, da Londra al porto di Ashford, le casse contenenti le paghe dei soldati inglesi impegnati nella guerra di Crimea. Il prezioso carico è costantemente presidiato da guardie armate e custodito in una cassaforte con quattro serrature. Le possibilità di appropriarsi dei soldi durante il tragitto sembrano inesistenti…

Commento
Ieri sera mi sono letteralmente rimbambita davanti allo schermo del computer, e dopo Dieci in amore ho fatto un salto di vent’anni giusti giusti (di produzione del film, ovviamente, non di epoca in cui è ambientato) e sono approdata nell’Inghilterra ottocentesca per rapinare un treno insieme a Sean Connery… magari!! Comunque devo dire che l’ho trovato molto più bello in questo film che non in 007: quest’uomo è proprio come il vino.
Tornando alla pellicola, l’ho trovata appassionante e alcune scene mi hanno tenuta con il fiato sospeso (soprattutto la corsa di Sean Connery sul tetto del treno), anche se non l’ho trovato così straordinario da meritare le quattro stelline. Bravissimo anche Donald Sutherland, attore famosissimo, nonché padre del mitico Jack Bauer di 24 (Kiefer Sutherland) il cui personaggio, lo scassinatore più veloce del mondo, risulta davvero simpatico.

Dieci in amore

Titolo originale: Teacher’s Pet
Regista: George Seaton
Anno: 1958
Paese: USA
Genere: Commedia
Cast: Clark Gable (James Gannon), Doris Day (Erica Stone), Gig Young (Dott. Hugo Pine)

Visto il: 17 gennaio 2012
Valutazione:★★★★


Trama
Jim Gannon, capo cronista dell’Evening Cronicle, è un giornalista di valore, il quale approfitta di ogni occasione per vantare l’assoluta superiorità della pratica rispetto allo studio teorico. Quando il titolare di una cattedra universitaria di giornalismo lo invita a tenere una conferenza agli studenti, Jim risponde con una caustica lettera e si presenta in aula in veste di studente, per godersi l’effetto che la sua missiva è destinata a produrre, com’egli crede. Tutto si aspetta, però, tranne che trovarsi difronte una giovane donna affascinante, figlia di un illustre giornalista, la quale, commentando la lettera di Jim, demolisce con mordace arguzia la mitica figura del giornalista che si è fatto da sé. (comingsoon.it)

Commento
Divertentissima commedia in bianco e nero che mi ha fatto fare davvero tante risate; Clark Gable è irresistibile e ha un’espressività ed una mimica facciale fantastica, mentre Doris Day è incantevole. Il film è anche una bella lezione di giornalismo e di etica del giornalismo, aspetto che non appesantisce per nulla la visione, ed è ricco di dialoghi secondo me molto brillanti. Una menzione particolare deve essere fatta per i baci; i classici baci cinematografici con lui che la coglie di sorpresa e l’avvolge tra le sue braccia, per poi baciarle le labbra con un appassionatissimo bacio a stampo, mentre lei tiene la testa all’indietro… bellissimo! Mi ha fatto molto ridere il fatto che ogni volta che Jim bacia Erika, lei si stacca da lui barcollando, come se stesse per svenire dall’emozione e dalla sorpresa e sente il bisogno di sedersi o di prendere una boccata d’aria fresca. Che bello! ^_^

Agente 007: Licenza di uccidere

Titolo originale: Dr. No
Regista: Terence Young
Anno: 1962
Genere: Avventura
Cast: Sean Connery (James Bond), Ursula Andress (Honey Ryder), Joseph Wiseman (Dottor No), Jack Lord (Felix Leiter), Bernard Lee (M.), Anthony Dawson (Prof. R.J. Dent), Lois Maxwell (Signorina Moneypenny)

Visto il: 16 gennaio 2012
Valutazione:★★★★


Trama
Tratta da un eccitante romanzo di Ian Fleming, la prima, mitica tappa delle avventure della spia più seducente del secolo, un succoso cocktail di azione e ironia con un protagonista che farà molta strada, tale Sean Connery, irresistibile per simpatia, sex appeal e humour. Il mio nome è Bond, James Bond resta un biglietto da visita indimenticabile, vietato a chi si chiama Brambilla, Ursula Andress che esce dall’acqua col bikini bianco fa arrossire Botticelli e la sua Venere(Massimo Bertarelli, ‘Il giornale’, 2 luglio 2003)

Commento
Ho deciso di iniziare con James Bond a porre rimedio alla mia imbarazzante ignoranza cinematografica. In questo periodo ho meno voglia del solito di leggere, infatti ho rallentato moltissimo il ritmo, e vorrei invece concentrarmi un po’ sul cinema, soprattutto sui vecchi film, i veri e propri classici. E direi proprio che questo primo 007 con il più fascinoso tra tutti i James Bond (l’unico che secondo me può essere considerato il suo vero “erede” è Daniel Craig, altro che Pierce Brosnan dei miei stivali) e con la leggendaria immagine di Ursula Andress che esce dall’acqua con il bikini bianco, rientra decisamente nei classici del cinema.
Se devo essere sincera, temevo di trovarlo noioso: dopotutto è un film degli anni sessanta e io, abituata agli effetti speciali e alla scene d’azione frenetiche odierne, avevo un po’ paura di non riuscire ad essere molto obiettiva e invece mi sono dovuta, per fortuna, ricredere. Ciò che più mi è piaciuto e mi ha affascinato è stato tutto ciò che c’è intorno alla storia, ovvero la recitazione, il modo di vestire e di pettinarsi, i luoghi, le abitudini, i modi in cui cinquant’anni fa venivano rappresentati i vari stereotipi e i diversi ruoli (il buono, il cattivo, la spia, lo scienziato pazzo, gli aiutanti, ecc). Certo, fa sorridere pensare a quanto possa essere stata incredibile all’epoca la scena dell’inseguimento in macchina con l’automobile dei cattivi che alla fine precipita esplodendo in un burrone, soprattutto se paragonata a film odierni come l’ultimo “Fast&Furious”, nel quale solo nella scena finale verranno distrutte forse trenta automobili tra incidenti, salti, ribaltamenti ed esplosioni, ma credo che questo sia proprio il bello dei vecchi film: riescono a coinvolgerti anche dopo cinquant’anni.