La luce dell'acqua

La Luce dell'Acquadi Chiara de Giorgi (testo) e Alessandra Pivato (illustrazioni)

Anno di pubblicazione: 2009
Editore: Kaba
Collana: Imparare è un’avventura
Formato: brossura, 69 pp.
Età di lettura: 7-9 anni
Prezzo: 10,00 €

Stefano non riusciva a credere ai propri occhi: stava volando!
Non come quando era andato in vacanza con la mamma e il papà e avevano preso l’aereo. E nemmeno come aveva visto fare a qualche eroe del cinema, a bordo di un elicottero. No, era più come Peter Pan: volava, alto nel cielo, senza le ali!
(incipit)

Al ritorno dalle vacanze mi attendeva questo libriccino ricevuto grazie ad una catena di lettura di aNobii e che ho letto tutto d’un fiato mentre mi riabituavo all’idea di essere tornata a casa. Mi è piaciuto moltissimo!

La prima cosa che mi ha colpito è stato il profumo delle pagine: fin da piccola ho sempre avuto l’abitudine di annusare i libri che leggo, ed essere accompagnata dalla lettura da un buon profumo è un elemento che mi aiuta a perdermi ancora di più nel racconto. I disegni, poi, altro elemento fondamentale in un libro dedicato ai bambini, sono bellissimi perché “matitosi” e buffi, con il micetto Piccolo Mago e il suo bellissimo cappello blu sempre presenti.

La storia è molto intelligente e narrata in modo frizzante, tanto da riuscire a parlare ai giovani (e meno giovani) lettori di argomenti importanti come le stagioni, l’ecologia e l’ambiente in modo allegro e per nulla noioso. I bambini Stefano, Carlotta, Giampiero e Marco, accompagnati dal gatto Piccolo Mago, vivono un’avventura magica e istruttiva, prima attraverso lo spazio e poi attraverso tre epoche e popoli (Romani, Greci e Celti) alla scoperta dei segreti delle stagioni, il tutto sotto la tenera sorveglianza di Lorena, sorella maggiore di Stefano che lavora nella biblioteca dalla quale parte il viaggio dei quattro amici.

Adesso sono proprio curiosa di leggere anche il secondo libro di Chiara, “Muraco, Sisika e l’Acchiappasogni”, sapendo già che rallegrerà la mia giornata con un bel viaggio intriso di magia.

“Ma queste cose le devono fare i grandi!”, protestò Stefano, indignato, “Per quale motivo non si impegnano e stanno ad aspettare che il pianeta si riscaldi?”
“Lo sai, i grandi hanno sempre bisogno del buon esempio”, replicò Marco scuotendo la testa sconsolato.

La rosa di San Giorgio

sfide: torniamo ragazzi, compratori compulsivi

Titolo originale: La rosa de Sant Jordi
Autore: Joles Sennell
Anno di pubblicazione: 1994
Editore: Piemme
Pagine: 68

Iniziato il: 24 agosto 2011
Terminato il: 24 agosto 2011
Valutazione: ★★★★

C’era una volta un paese chiamato Tremenounquarto. Era così piccolo che aveva solo un villaggio con trentadue case, sei strade, una piazza, una chiesa e un castello in cui viveva la regina Elisenda.

(incipit)

Questo librettino era uno degli introvabili della mia collezione Battello a Vapore, poi un giorno mi è caduto l’occhio su un’esposizione di libri e… era lì! Il numero 5 della serie bianca era lì! Ovviamente non ho esitato e l’ho acchiappato prima che arrivasse qualcun altro.

La favola è simpatica e dolcissima: due paesini quasi identici (Tremenounquarto e Nonsonoancoraletre), governati rispettivamente da un re e una regina, sono separati da un fiume. Sulla sponda appartenente a Tremenounquarto, il giorno di San Giorgio, fiorisce un roseto nato da una goccia di sangue del drago ucciso dal Santo, fermatosi a riposare lungo il fiume. Un giorno il consigliere della regina di Tremenounquarto decide di voler diventare re e per farlo provoca una lite tra i due paesi proprio per chi dovrebbe possedere la rosa.

Facendo parte della serie per i bambini che hanno da poco imparato a leggere, la storia è molto breve, le parole scritte in grande e soprattutto ci sono un sacco di disegni; e io amo i libri con tanti disegni, regredisco davvero allo stadio infantile e passo un sacco di tempo a guardarle e riguardarle.

Il destino del Bosco d'Argento

sfide: fantasyosa, torniamo ragazzi, salva-comodino
Titolo originale: Quest to Faradawn
Autore: Richard Ford
Anno di pubblicazione: 1994
Editore: Nord
Pagine: 287

Iniziato il: 18 agosto 2011
Terminato il: 24 agosto 2011
Valutazione: ★★★★★

Nevicava ancora nel Bosco d’Argento. Per tutta la notte, grossi fiocchi bianchi erano caduti senza requie, ammantando ogni cosa, tanto che, ormai, ogni filo d’erba era coperto da uno spesso strato rotondo, e ogni ramo d’albero sosteneva una candida replica di se stesso.

(incipit)

L’esperienza migliore che un lettore possa sperare di avere è imbattersi in uno di quei libri che fanno scattare qualcosa dentro e che resteranno nella memoria per il resto della vita. Per me “Il destino del Bosco d’Argento” è stato un dono tanto inaspettato quanto meraviglioso e credo che sia uno di quei romanzi che mai consiglierò e che mai regalerò (anche perchè è fuori pubblicazione e probabilmente lo si trova solo in biblioteca), perchè non potrei sopportare l’idea di ricevere dei commenti negativi, o peggio, superficiali su di esso. Conosco perfettamente i motivi che mi hanno portata ad essere così colpita da questo romanzo, ma sono talmente intimi e privati, legati a sogni e pensieri che ho sempre fatto fin da quando ero bambina, che non mi sentirei mai di pubbilcarli su internet. La lettura stessa della storia è diventata un momento intimo e spesso mi è capitato di andare a metterimi tranquilla e da sola a leggere, guardando in bosco dietro casa mia. Perchè questo romanzo andrebbe letto nel bosco, respirandone i profumi e ascoltandone i suoni.

“Il destino del Bosco d’Argento” parla di una leggenda di cui non si conosce il finale e del viaggio di un ragazzo e dei suoi compagni (un tasso, una lepre, un cane, un gufo e una ragazza) per salvare una natura distrutta dal malvagio e sconsiderato comportamento degli uomini. In realtà questa non è una favoletta per bambini, ci sono alcune scene molto crude, perchè si parla di caccia ma non quella che noi uomini abbiamo fatto per milioni di anni per procurarci il cibo, bensì la caccia per divertimento, quella in cui si uccide una volpe solo per la sua coda e il resto del corpo viene abbandonato nel bosco. Più in generale, il libro propone un mondo che gli uomini, detti Urkku, stanno distruggendo con le loro mani e l’unico modo per salvarlo è recuperare i tre Faradawn custoditi dagli elfi.

La leggenda che narra le origini del mondo in cui vivono i protagonisti è affascinante e meravigliosa e tutti i personaggi del romanzo, senza eccezioni, diventano degli amici anche per il lettore, tanto che quando alcuni di loro si trasformano nelle vittime della crudeltà degli Urkku, si condivide la sofferenza di Nab e ci si riempie di rabbia impotente e indignazione. Inoltre, la magia dei luoghi attraversati dagli animali, non dovuta a qualche incantesimo ma all’incredibile bellezza della natura, ha fatto si che il romanzo lasciasse il segno.

Ogni volta che uno sparo eccheggiò sulla neve, Brock provò un moto di dolore e di collera, immaginando l’orrore e la sofferenza degli animali feriti. Più e più volte gli rimbombò nella mente una domanda: Perchè?

Sbucarono all’improvviso in un prato in cima a un poggio ripido, da cui si dominava un torrente impetuoso ed inquieto, gorgogliante e fragoroso nella quiete, oltre il quale si vedeva il Bosco Alto, ammantato di bruma serale, fosco e impenetrabile, tranne quando qualche esplosione d’oro del sole, che sembrava in bilico su di esso, riusciva a perforare la coltre di nebbia.

Nab avrebbe voluto poter rimanere seduto lì per sempre, ad ascoltare quella voce, al sicuro in quella cameretta. Aveva paura di andarsene, perché finché fosse rimasto in quella stanza avrebbe continuato ad essere almeno in parte quello che era sempre stato prima di entrarvi, mentre quando ne fosse uscito, sarebbe stato in qualche modo diverso. Aveva la sensazione di essere sempre stato protetto, in precedenza, da un bozzolo di ignoranza. Ormai, invece, il mondo gli appariva diverso, e il ruolo che aveva in esso lo spaventava terribilimente: non era più un mero spettatore che osservava dall’esterno, bensì era il personaggio principale.

Sotto la Croce (La luce, il buio e i segreti di Andàra #1)

sfide: fantasyosa


Autore: Davide Sassoli
Anno di pubblicazione: 2010
Editore: La Penna Blu
Pagine: 320

Iniziato il: 14 agosto 2011
Terminato il: 17 agosto 2011
Valutazione: ★★★★

Ben trovati! Non ho idea di chi siate e la cosa non ha importanza. Io non sono uno scrittore e non sono un poeta, non è mia intenzione produrre un’opera di grande valore che canti imprese gloriose e venga citata nei secoli a venire. Sono solo un soldato, che in quelle che forse saranno le ultime ore della sua vita sta cercando di lasciare un ricordo di sé, e del popolo che ha lottato per difendere. Questo mio racconto sarà breve tanto quanto lo sarà la mia vita: vi prego di avere la pazienza di ascoltarlo, poichè se la storia non può darci conforto, può almeno insegnarci a non ripetere certi errori.

(incipit)

Per questo romanzo ho solo commenti positivi anche perchè avevo proprio bisogno di staccare la spina dopo il libro bello ma molto serio di Carr e un fantasy era proprio quello che ci voleva.

Ho letto su aNobii che alcuni lettori hanno lamentato che il romanzo si presenti come un techno-fantasy ma mantenga in realtà tutte le caratteristiche del fantasy classico. Io non amo le classificazioni di genere esattamente come non le amo per fascia di età e le utilizzo solo in modo molto generico e anche abbastanza soggettivo per facilitarmi la catalogazione dei libri (oltretutto non so nemmeno che cosa sia davvero un techno-fantasy dato che non credo di averne mai letto uno, dunque non ho un termine di paragone); probabilmente se ci si aspetta, non so, un mondo ipertecnologico con alberi di fili elettrici intrecciati e uomini alla Robocop in effetti si può essere un po’ disorientati all’inizio (ma io allora direi fantascienza… non ho le idee molto chiare), ma per me che in un fantasy cerco solo ed esclusivamente l’avventura, indipendentemente dal contesto, questo libro è stato un piacevolissimo compagno. Oltretutto, essendo io un’estimatrice delle parti descrittive e di movimento, in cui i protagonisti fuggono o semplicemente si spostano attraverso il mondo, sono stata felicissima di trovare una buona parte di viaggio nel racconto, oltre alla creazione da parte dell’autore di un mondo fantastico con le sue origini, la sua storia, le sue leggende e addirittura le sue lingue. In poche parole, un gran bel lavoro di fantasia.

I personaggi sono un po’ meno elaborati rispetto al loro mondo, soprattutto per quanto riguarda i sette ragazzi protagonisti, ma hanno comunque una propria personalità e un proprio ruolo all’interno della storia. Ho trovato interessante il Gueir Gebl, che nella mia immaginazione mi ha ricordato un po’ i personaggi di Avatar, anche se non dello stesso colore, e sono rimasta affascinata dalla bellezza elfica degli Endsha. Spero che venga pubblicato presto il secondo volume.

«Che cosa stiamo diventando?» chiese Danny con un sussurro, dopo qualche minuto che era cominciato il loro turno di guardia.
Sindy gli rispose con la voce tremante ma fiera: «Dei sopravvissuti.»

Alias – St.05

Titolo originale: Alias
Ideatore: J.J. Abrams

Personaggi principali: Jennifer Garner (Sydney Bristow), Ron Rifkin (Arvin Sloane), Michael Vartan (Michael Vaughn), Mìa Maestro (Nadia Santos), Carl Lumbly (Marcus Dixon), Kevin Weisman (Marshall Flinkman), Victor Garber (Jack Bristow), Greg Grunberg (Eric Weiss), Lena Olin (Irina Derevko), Élodie Bouchez (Renée Rienne), Rachel Nichols (Rachel Gibson), Balthazar Getty (Thomas Grace), Amy Acker (Kelly Payton).

Trasmesso in Italia: 2005
Valutazione: ★★★★★

E anche Alias è finito. Mi dispiace moltissimo ma mi rendo anche conto che andare troppo avanti con una serie tv rischia di provocare delle forzature, soprattutto se si tratta di una in cui accadono molte cose, come Alias, e si finisce per perdere l’entusiasmo.

Quest’ultima serie è stata bella quanto la prima, e mi ha entrusiasmata, sia perchè vengono introdotti nuovi personaggi davvero efficaci, sia perchè tornano praticamente tutti quelli che non erano veramente morti nelle stagioni precedenti (e con Alias non si può mai essere sicuri fino alla fine), sia tra le file dei buoni, sia tra quelle dei cattivi (torna anche Will in una puntata!! Sono stata felicissima di vederlo perchè ci stavo proprio ripensando). I nuovi colleghi, Rachel soprattutto, sono delle ottime spalle e il mistero di Vaughn, che si risolve solo nelle ultime puntate, è intrigantissimo.

In questa stagione ci sono molte sorprese (anche se io purtroppo me le sono in parte rovinate perchè quattro o cinque anni fa, in estate, ho visto le ultime 5 o 6 puntate, non conoscendo il telefilm e non sapendo che così facendo mi sarei rovinata il finale di una delle mie serie preferite) e anche molte morti, tra cui alcune importanti e dolorose (una in paricolare). Purtroppo, come mi pare ormai di aver capito piaccia molto ad Abrams, alcune domande rimangono senza risposta e il finale viene lasciato aperto: le vicende che legavano Rambaldi a Sydney sono risolte, ma non si sa che cosa farà lei della sua vita. Quello che io so per certo è che questa serie è talmente bella che sarà una di quelle che tra qualche anno riguarderò volentieri.

Sei lezioni sulla storia

sfide: salva-comodino
Titolo originale: What is history?
Autore: Edward H. Carr
Anno di pubblicazione: 2000
Editore: Einaudi
Pagine: 174

Iniziato il: 29 luglio 2011
Terminato il: 14 agosto2011
Valutazione: ★★★

Che cos’è la storia? Risponderò a questa domanda – a meno che non la si voglia considerare assurda o superflua – analizzando due passi, tratti rispettivamente dalla prima e dalla seconda incarnazione della “Cambridge Modern History”.

(incipit)

Come lettura di approfondimento della prima tappa del mio viaggio nella storia, ho scelto un libro che avevo acquistato per un esame universitario e di cui mi ricordavo molto poco, tranne il fatto di averlo trovato a suo tempo molto interessante. In effetti è proprio così fin dall’introduzione che è praticamente un capitolo in più in quanto sono riportati tutti gli appunti di Carr relativi ad una nuova edizione del testo, che non ha potuto portare a termine. Gli argomenti che l’autore avrebbe voluto approfondire sono molti, dalla relatività e contemporaneamente obiettività della conoscenza storica alla questione dell’accidentale nella storia e dell’influenza dei singoli individui sullo svolgimento degli eventi o all’importanza di una “storia generale” fatta rivolgendosi a tutte le discipline sociali.

Il primo capitolo fa riflettere su quanto la domanda “che cos’è la storia” sia influenzata profondamente dalla situazione e dalla società il cui vive colui che cerca di rispondere e Carr porta gli esempi della concezione della storia nell’800 e nel 900. Molto interessante è anche tutto il discorso sui fatti storici, che non esistono “a priori” ma sono tali perchè gli storici hanno deciso di selezionarli rispetto a milioni di altri fatti e di “elevarli” allo status di fatti storici. La centralità dello storico è evidenziata da Carr tanto da dire che quando si legge un libro di storia bisogna prima studiare l’autore e cercare di cogliere il punto di vista dal quale è scritto il libro, un po’ come si fa generalmente per i “classici” della letteratura: si studia prima l’autore in modo da poter comprendere l’opera a 360°.

Il secondo capitolo è strettamente collegato al primo e spiega l’importanza di considerare la storia non come fatta da individui “a sé stanti”, bensì inseriti in una società. Lo stesso vale per gli storici, e qui Carr si collega al discorso del capitolo precedente sottolineando l’importanza di contestualizzare sempre lo storico nella società in cui vive, tenendo presente che egli rifletterà sempre il pensiero del suo tempo e della sua appartenenza politica/condizione sociale/ecc.

Proseguendo con il suo lavoro, Carr pone molte altre problematiche, come la questione della storia intesa come scienza (ho trovato estremamente interessanti le risposte che l’autore fornisce alle obiezioni mosse contro la concezione della storia come una scienza), la causalità storica che si divide tra cause razionali e irrazionali, l’influenza del caso nella storia o la concezione della storia vista come progresso e protesa verso il futuro.

Ammetto che alcune parti sono state piuttosto ostiche, soprattutto quando venivano citati eventi storici di cui francamente mi ricordavo molto poco (ci sono molti riferimenti alla Rivoluzione Russa che è sempre stata uno dei miei punti deboli), ma nel complesso mi ha stupita la scorrevolezza della lettura e il rendermi conto che alcuni concetti di base della storia, non sono affatto scontati come possono sembrare.

L’immagine, vera o falsa che sia, della devozione religiosa degli uomini del Medioevo è indistruttibile, giacchè quasi tutto ciò che sappiamo sul loro conto è stato preselezionato, prima di giungere a noi, da individue che condividevano quell’immagine, e volevano che altri la condividessero, mentre un cumulo di altri fatti, che magari potevano dimostrare il contrario, è andato irrimediabilmente perduto.

[…]gli storici che, al giorno d’oggi, fingono di fare a meno di una filosofia della storia, cercano semplicemente di ricreare, con l’artificiosa ingenuità dei membri di una colonia nudista, il giardino dell’Eden in un parco di periferia.

La storiografia esige che si selezionino e si ordinino i fatti del passato sulla base di un principio o norma oggettivi adottati dallo storico: il che comporta necessariamente una forma di interpretazione. Senza la quale, il passato si trasformerebbe in un guazzabuglio di avvenimenti casuali, sconnessi e insignificanti, e diventa impossibile fare storia.

La storia è un continuo processo di interazione tra lo storico e i fatti storici, un dialogo senza fine tra il presente e il passato.

Far si che l’uomo possa comprendere la società del passato e accrescere il proprio dominio sulla società presente: questa è la duplice funzione della storia.

La storia consiste nel dominio degli avvenimenti del passato inquadrati in una connessione coerente di cause ed effetti.

Scrubs – St.05

Titolo originale: Scrubs
Ideatore: Bill Lawrence

Personaggi principali: Zach Braff (J.D.), Sarah Chalke (Elliot), Donald Faison (Turk), Judy Reyes (Carla), John C. McGinley (Dr. Cox), Ken Jenkins (Dott. Kelso).
Personaggi secondari: Neil Flynn (Inserviente), Christa Miller (Jordan), Aloma Wright (Laverne), Robert Maschio (Todd), Sam Lloyd (Ted), Johnny Kastl (Dough).
Guest Stars: Mandie Moore (Julie Quinn)

Trasmesso in Italia: 2005
Valutazione: ★★★★★

Fare il commento di Scrubs (come probabilmente di tutte le serie tv a sfondo comico) è molto difficile: la storia di base, infatti, non è così importante è fa solo da cornice alle battute e agli sketch dei personaggi che sono il vero fulcro della serie e il suo punto forte. Nella quinta serie gli eventi importanti sono due: Elliot si mette insieme a Keith, il più carino degli specializzandi (e a vedere da tutti gli altri attori, anche dell’intero ospedale) e la loro storia, iniziata solo come un trastullo, diventa sempre più seria. Carla, invece, cerca in tutti i modi di rimanere incinta, e ce la farà solo alla fine della stagione.

Non mi è ancora capitato di vedere una sola puntata che non mi abbia fatta ridere e non riesco a capire come facciano gli sceneggiatori ad inventarsi ogni volta scene tanto assurde e divertenti. Ormai sta diventando un rito: la sera prima di dormire io il mio fidanzato ci mettiamo a letto, accendiamo il mini lettore dvd e ci guardiamo due o tre puntate. Sono davvero un toccasana e ci fanno addormentare col sorriso.

Alias – St.04

Titolo originale: Alias
Ideatore: J.J. Abrams

Personaggi principali: Jennifer Garner (Sydney Bristow), Ron Rifkin (Arvin Sloane), Michael Vartan (Michael Vaughn), Mìa Maestro (Nadia Santos), Carl Lumbly (Marcus Dixon), Kevin Weisman (Marshall Flinkman), Victor Garber (Jack Bristow), Greg Grunberg (Eric Weiss), Lena Olin (Irina Derevko).

Trasmesso in Italia: 2005
Valutazione: ★★★★★

Di questa stagione faccio il resoconto adesso, ma in realtà quasi la prima metà l’ho vista l’anno scorso e mi ricordavo solo a grandi linee quello che era accaduto.

Il nuovo personaggio introdotto nella stagione è Nadia, sorella “perduta” di Sidney e figlia di Sloane e Irina Derevko (eh, si, povero Jack, pure questa bella notizia si doveva sopportare). A dire la verità non mi ha entusiasmata particolarmente e nonostante fosse presente in quasi tutte le puntate, mi è sembrata abbastanza invisibile: forse non ho compreso al cento per cento il suo ruolo, o forse è stata effettivamente inserita solo perchè serviva una novità, esattamente come era successo con Lauren nella stagione precedente, ma non l’ho amata molto. La sua comparsa, comunque, porta molte novità: per Sydney avere una sorella è fonte di una grande felicità, e per Sloane diventa il motivo della sua conversione e del suo apparente disinteresse per Rambaldi.

Per il resto la stagione è davvero frenetica e piena di colpi di scena: la comparsa sulla scena della terza sorella Derevko, Elena, provoca una serie infinita di eventi che portano alla finale realizzazione di un altro dei progetti di Rambaldi, volto alla distruzione e al controllo degli esseri umani. Sydney, Jack, Vaughn, Nadia, Sloane e Irina (si, è ancora viva) hanno il compito di impedire questa catastrofe. La stagione si conclude, dopo la morte di Elena, con un’altra rivelazione assolutamente inaspettata che mi ha obbligata a togliere subito il disco dal lettore dvd per inserire quello dell’ultima serie: dovevo sapere!!

Alias – St.03

Titolo originale: Alias
Ideatore: J.J. Abrams

Personaggi principali: Jennifer Garner (Sydney Bristow), Ron Rifkin (Arvin Sloane), Michael Vartan (Michael Vaughn), Carl Lumbly (Marcus Dixon), Kevin Weisman (Marshall Flinkman), Victor Garber (Jack Bristow), David Anders (Julian Sark), Melissa George (Lauren Reed), Greg Grunberg (Eric Weiss).

Trasmesso in Italia: 2004
Valutazione: ★★★★★

Lo so, sono ridicola, ma per me questa stagione è stata psicologicamente terribile: gli eventi iniziano due anni dopo aver lasciato Sydney mezza morta a casa sua. E non è tutto: la botta arriva con la sconvolgente rivelazione di Vaughn che annuncia a Sydney di essersi sposato. Ci sono rimasta malissimo!! E’ sicuramente un colpo di scena che nessuno spettatore si sarebbe mai aspettato ma irrimediabilmente il personaggio di Vaughn perde punti. Come ha potuto!!?? Al contrario credo che questa stagione renda Sydney l’eroina di ogni spettatrice: nonostante riceva una mazzata dietro l’altra riesce sempre a rimanere in piedi.

Il nuovo personaggio, Lauren, probabilmente a causa del ruolo che interpreta, è stata la destinataria di tutti i miei peggiori insulti e l’ho odiata dal profondo del cuore. Per questo ho provato un gran sollievo alla fine della serie, quando finalmente tutto si risolve e la strega viene smascherata per quello che è, oltre a beccarsi un proiettile in testa da Vaughn.

Scrubs – St.04

Titolo originale: Scrubs
Ideatore: Bill Lawrence

Personaggi principali: Zach Braff (J.D.), Sarah Chalke (Elliot), Donald Faison (Turk), Judy Reyes (Carla), John C. McGinley (Dr. Cox), Ken Jenkins (Dott. Kelso).
Personaggi secondari: Neil Flynn (Inserviente), Christa Miller (Jordan), Aloma Wright (Laverne), Robert Maschio (Todd), Sam Lloyd (Ted), Johnny Kastl (Dough), Charles Chun (Dr. Wen).
Guest Stars: Heather Graham (Molly Clock), Julianna Margulies (Neena Broderick), Matthew Perry (Murray), Colin Farrell (Billy).

Trasmesso in Italia: 2005
Valutazione: ★★★★★

Aggiorno con moltissimo ritardo rispetto a quando ho effettivamente visto questa stagione (verso giugno più o meno): non ho mai avuto la voglia giusta per scrivere. Il problema è che adesso non mi ricordo bene cosa sia successo, quindi farò un breve riassunto a punti delle novità, grazie anche all’aiuto di Wikipedia che mi rinfrescherà un po’ la memoria:

  • La stagione inizia con il rientro di Carla e Turk dal viaggio di nozze e con l’arrivo al Sacro Cuore di una nuova dottoressa: Molly Clock, che diventerà molto amica di Elliot e avrà una brevissima relazione con J.D.
  • JD ed Elliot diventano supervisori (o più precisamente co-supervisori l’uno dell’altra).
  • Jordan e il Dott. Cox scoprono che per colpa di un errore di Ted, il loro matrimonio non è stato affatto annullato e sono invece ancora sposati.
  • Muore il padre di JD e suo fratello Dan gli porta la notizia: nei giorni in cui si trova in città, inizia a frequentarsi con Elliot, cosa che a J.D. non va molto a genio.
  • Turk scopre di essere diabetico.
  • J.D. si mette insieme all’ispettrice sanitaria, nonchè avvocatessa, Neena che è il terrore dell’ospedale e sarà l’avvocato difensore di un paziente che ha fatto causa a Turk e vuole farlo licenziare.
  • J.D. viene mandato via di casa da Carla e Turk che vogliono più spazio per se stessi. Dopo alcuni giorni, però, i due si rendono conto di senza di lui la casa è troppo vuota e lo riaccolgono. Intanto devono anche affrontare la crisi del loro matrimonio e una sera, dopo una nottata di divertimento, Carla e J.D. si baciano. I due decidono di non dire nulla a Turk, ma il giorno dopo, Carla si fa scappare la confessione e Turk decide di non parlarle più. Con l’intervento di J.D., però, tutto si rimette a posto.
  • J.D. infine, cambia davvero casa e si trasferisce con Raudy in un appartamento che però gli crollerà sulla testa. Carla dice a Turk di volere un bambino e Elliot vince una borsa di studio in un altro ospedale.

Questa stagione è stata bellissima e divertente come le precedenti, anche se mi è dispiaciuto molto vedere Elliot andare via. Ovviamente non mi sono fermata qui e, approfittando dell’estate, mi sono subito attaccata alla quinta stagione!