Segnalazione | Le regole per essere felici in amore, di Angelica Elisa Moranelli

Cari lettori, buongiorno! Vi sembrerà forse strano trovare su questo blog la segnalazione di un romanzo di genere romance ma si tratta di un caso un po’ particolare: Le regole per essere felici in amore è infatti la prima storia di genere romance scritta da Angelica Elisa Moranelli, blogger su The Queen Puppet, youtuber sul canale Tea, Books and Rock’n’Roll ma soprattutto autrice della miglior sorpresa del mio 2017, ovvero la saga di Armonia di Pietragrigia il cui primo volume La Compagnia della Triste Ventura ho recensito poche settimane fa qui sul blog, mentre la recensione del secondo arriverà a breve, probabilmente la prossima settimana (e poi per un po’ basta, sennò iniziate a pensare che mi stia stipendiando 😀 😀 ).

Questa è proprio la ragione per cui ho deciso di segnalarvi l’uscita di questo libro: dopo due romanzi letti posso dare per assodato che la scrittura di Angelica mi piace moltissimo essendo fluida, appassionante e molto ironica; i suoi libri sono estremamente curati e nulla, dalle virgole alla copertina, è lasciato al caso; per questo se vi interessa il genere romance/chick-lit, credo proprio che potreste trovare interessante questo suggerimento. E potrei farci un pensierino anch’io…

«Nessuno, neanche il topo di fogna più schifoso del pianeta, può lasciarti a una manciata di giorni dal Natale…Giusto?»

TITOLO: Le regole per essere felici in amore (entro Natale)
AUTORE: Angelica Elisa Moranelli
SERIE: Dafne & l’Amore #1
PREZZO: cartaceo 8 € | ebook 0.99 €

IL LIBRO: Dafne, 27 anni, vive in un’anonima e indefinita cittadina italiana, lavora (sottopagata) per un’agenzia di comunicazione e vorrebbe diventare una scrittrice. Mollata dallo storico fidanzato a soli venti giorni dal Natale, Dafne si mette in testa di trovare l’Uomo della Sua Vita in tempo per il cenone di Natale. Il problema è che l’uomo ideale per Dafne è un incrocio tra Mr Darcy e una rockstar: insomma, non esiste. Sboccata, imbranata e irresistibile, Dafne si ritroverà a spiare il suo ex su Facebook, a partecipare a noiosissimi appuntamenti al buio, a essere trasportata ubriaca a casa dall’onnipresente Jim e in una serie di situazioni paradossali che svelano il lato più comico e folle dell’amore.

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5 regali per amanti della lettura

Ma… è già venerdì? Questa settimana è stata davvero strana, ho perso del tutto la cognizione del tempo e il blog è anche stato parecchio inattivo. Il tema della rubrica “5 cose che…” di oggi riguarda sempre i regali di Natale, ma in questo caso non vi suggerirò titoli di libri: oggi si parla di regali per amanti della lettura!!

Ebook reader

Ebbene sì, ad un amante della lettura io regalerei un ebook reader (se avessi i soldi, naturalmente! ^_^): che sia Kobo, Kindle o di altre marche poco cambia in realtà, l’importante è che abbia l’illuminazione incorporata. Il Kobo è stato per me davvero rivoluzionario, ha completamente cambiato la mia vita di lettrice, e se all’inizio lo snobbavo perché: «Ma vuoi mettere la carta??», adesso non ne potrei più fare a meno.


Luce da lettura a clip

Se il destinatario del vostro regalo continua comunque a preferire la carta, o se semplicemente volete cavarvela con poco, le lucine da lettura sono incredibilmente utili: costano pochissimo, funzionano a batteria e hanno una clip che permette di attaccarla alle pagine (rendendola tra l’altro anche un ottimo segnalibro) così da poter sfogliare il vostro romanzo in comodità.


Segnalibri

by OneYellowGallery (cliccare per visualizzare)

Sempre per chi cerca un regalo poco costoso, il segnalibro è un’ottima risorsa. Nelle librerie Feltrinelli o Mondadori vendono quelli già bellissimi della Legami, ma quelli più belli li trovate su Etsy. Se poi al contrario di me siete abili e creativi sono anche un ottimo regalo da confezionare da soli, così da poter donare qualcosa di unico perché fatto con le nostre mani.


Gadget a tema libresco

by missbohemia (cliccare per visualizzare)

Anche in questo caso, Etsy viene in nostro soccorso: addirittura quest’anno è stata creata una pagina apposta che raccoglie tutti gli oggetti artigianali per amanti dei libri. Si va dalle stampe da appendere ai gioielli, dalle decorazioni per la casa ai vestiti. E per chi è proprio fissato con un particolare libro o serie di libri, è naturalmente pieno zeppo di gadget tematici. C’è da perderci la testa!


Gift card da spendere in libreria

Forse il regalo universalmente più apprezzato perché permette al lettore di scegliere cosa comprare: personalmente adoro le gift card e non mi interessa se sono fredde, perché lo è anche un regalo non pensato e che è stato palesemente scelto a caso. Ci sono anche delle case editrici indipendenti che vendono dei pacchetti abbonamento alle loro uscite, come la NNEditore: se il vostro lettore apprezza, anche quello potrebbe essere un ottimo regalo!

5 LIBRI CHE REGALEREI

Ci siamo!! Natale ormai è vicino e il blog si prepara a tingersi di rosso e oro (metaforicamente, eh! Col cavolo che ribalto tutta la grafica per poi levare tutto venticinque giorni dopo)

Ho impiegato un po’ di tempo per tirare fuori dalla mia libreria di Goodreads i titoli da inserire in questa puntata: inizialmente avevo pensato a libri che realmente regalerei, perché magari molto noti oppure abbastanza “neutri” da poter accontentare un po’ tutti i gusti. Poi ho pensato che in realtà i libri che io davvero vorrei regalare sono libri che probabilmente non regalerò mai a causa del messaggio troppo grande che portano dentro di sé e che li rende dei doni estremamente impegnativi.

“Cecità” di José Saramago

Nella chiusura della recensione di questo romanzo che ho pubblicato qui sul blog avevo scritto che se fosse per me, proporrei di distribuirlo gratuitamente per strada, alle fermate degli autobus, al casello dell’autostrada, in stazione, ovunque, perché costringe a mettersi in discussione e a rendersi conto che forse non c’è bisogno di un’epidemia di cecità per far piombare l’umanità nella barbarie dell’egoismo. So che autocitarsi non è proprio il massimo ma non saprei quali altre parole utilizzare per esprimere lo stesso identico concetto. Cecità è un libro che regalerei a chiunque, non perché vada bene per tutti, ma perché tutti dovrebbero leggerlo.

 


“Momo” di Michael Ende

L’importanza di ascoltare gli altri, dell’empatia e dell’usare bene il nostro tempo dedicandolo alle cose veramente importanti della vita sono forse i temi principali di questo libro bellissimo ad opera di un autore che mi strega ogni volta che leggo un suo romanzo. Momo è un libro profondissimo travestito da favola per bambini e mi ha sempre ricordato un po’ Matrix, sia per la presenza dei signori grigi che mi ricordano gli Agenti, sia per l’illusione su cui si basa il romanzo, che qui è limitata al tempo mentre in Matrix tocca più in generale la realtà che sta davanti ai nostri occhi. Ho letto Momo davvero tanto, troppo tempo fa, e fa parte dell’altra mia wishlist, quella dedicata ai libri che vorrei prima o poi rileggere.


“Lo zaino di Emma” di Martina Fuga

A proposito di empatia, il primo passo per mettersi nei panni degli altri è quello di conoscerli, conoscere le realtà che ci sono lontane e i libri sono un modo fantastico per avvicinarci a ciò che nella nostra vita quotidiana non abbiamo modo di incontrare. Lo zaino di Emma è entrato nella mia vita quasi per caso e mi ha aperto una finestra nuova, su una realtà con cui non avevo mai avuto modo di confrontarmi prima. E non è necessario essere genitori per comprendere le parole di Martina, mamma di Emma, affetta dalla sindrome di Down, mentre ci racconta la sua vita e quella della sua famiglia. Se volete saperne di più ho parlato di questo libro anche in questo post.


“Dimentica il mio nome” di Zerocalcare

Forse l’opera più introspettiva e poetica di Zerocalcare: alla morte della nonna, Zero scopre alcuni segreti sulla sua famiglia che lo portano a rivalutare molte delle sue certezze e la graphic novel è un viaggio nella sua storia e nei suoi ricordi alla ricerca di un’identità in parte da ricostruire.

Sempre contraddistinto dalla sua ironia ma molto più malinconico rispetto ai libri precedenti, Dimentica il mio nome è forse uno dei libri più “regalabili” tra quelli di questo elenco ma lo è sicuramente meno rispetti agli altri della produzione dell’autore.

 


“Dovremmo essere tutti femministi” di Chimamanda Ngozi Adichie

Questo libro è il regalo che conservo per me stessa: è infatti l’unico della lista che ancora non ho letto nonostante io creda sia una delle letture più importanti da fare in questo momento storico che sta finalmente vedendo la nascita di un nuovo percorso nelle questioni di genere e soprattutto il riconoscimento di un problema, cosa su cui fino ad ora si era sempre preferito tenere gli occhi chiusi. La strada è lunghissima, ma il primo passo è sempre quello più importante. Mi regalerò questo libro per Natale e mi piacerebbe regalarlo alle donne e agli uomini che conosco e amo.

 


Questi sono i cinque libri che regalerei, se li avete letti o se vi incuriosiscono fatemelo sapere e raccontatemi quali libri voi vorreste regalare a tutti questo Natale.

Video: TBR pile di Dicembre

Dicembre è il mese delle liste per eccellenza: liste per Babbo Natale (o chi per lui), liste della spesa per la Vigilia, il Pranzo, Santo Stefano (si, ok, si mangiano gli avanzi, ma almeno una ricettina semplice semplice gliela la vorrai riservare, no?) e per Capodanno, liste dei regali da fare ad amici e familiari, lista degli addobbi da comprare perché c’è sempre qualcosa che si rompe, insomma, liste ad ogni angolo. Aggiungerne una non fa di certo male, no? Come sempre, se anche voi siete dei listomani fatemi sapere cosa pensate di leggere nei prossimi trentuno giorni.

I LIBRI

“QUATTRO COPPIE” di JANE AUSTEN

Gli scritti giovanili di Jane Austen sono raccolti in tre volumi scritti tra il 1787 e il 1793, ovvero quando l’autrice aveva dai dodici ai diciotto anni. L’unico aspetto che accomuna i materiali altrimenti eterogenei è l’estro creativo di una Jane Austen ancora ragazzina che si diverte a giocare con le proprie letture. Tratti dal primo volume, questi quattro romanzi brevi intrecciano con grazia e ironia altrettante storie d’amore, più o meno a lieto fine.

 


“LA LOTTERIA” di SHIRLEY JACKSON

Il racconto di Shirley Jackson intitolato La lotteria ricorda da vicino, per la fama che lo circonda, la famigerata lettura radiofonica della Guerra dei Mondi di Orson Welles. Fama non immeritata, giacché la pubblicazione sul “New Yorker”, nel 1949, scatenò un pandemonio. Molti lo presero alla lettera, reagendo all’istante e poi per lungo tempo con missive indignate o atterrite alla redazione. Certe cose non potevano, non dovevano succedere. Eppure la storia si presenta in tutta innocenza quale pura e semplice descrizione della lotteria che si svolge nell’atmosfera pastorale, quasi idilliaca, di un villaggio del New England in un luminoso mattino di giugno, come ogni anno da tempo immemore. Ma giunto al termine di questo racconto, come degli altri che compongono l’intensa silloge qui proposta, il lettore scoprirà da sé, in un crescendo di “brividi sommessi e progressivi” – come diceva Dorothy Parker – che cosa li rende dei classici del terrore. Secondo un altro illustre ammiratore della Jackson, oltre che maestro del genere, Stephen King, lo sono perché “finiscono con una svolta che porta dritto in un vicolo buio”.


“IL LIBRO DI NATALE” di SELMA LAGERLÖF

Il Natale con le sue leggende, il buio dell’inverno svedese, il calore delle storie accanto al fuoco, la nostalgia di antichi ricordi, l’immensità della natura, ma anche la piccola dose di crudeltà tipica della tradizione delle fiabe popolari sono le atmosfere che si respirano negli otto magistrali racconti della narratrice svedese Selma Lagerlöf, Premio Nobel 1909, “la più grande scrittrice dell’Ottocento”, secondo Marguerite Yourcenar. L’incipit da c’era una volta risveglia l’incanto delle storie dell’infanzia, ma basta un incontro inatteso, un gesto, una parola perché ci sia un piccolo scatto, una deviazione: dal mondo delle fiabe si passa a quello degli uomini, resi più umani da quel lampo d’illuminazione. Un regalo sbagliato che apre le porte a una nuova conoscenza, un’intuizione metafisica evocata da una modesta trappola per topi, un segno divino custodito nel foro di un proiettile in un teschio: c’è sempre una fede che fa da leva all’immaginazione, e questa, spesso, a una redenzione. Il tono è solo apparentemente ingenuo, è un trucco del mestiere di un’artista che sa trasformare il folklore delle tradizioni nordiche in storie senza tempo di grande e semplice profondità. Perché è la complessità che si nasconde dietro la normalità a interessarle, la ricca varietà della vita, e la buona novella che c’è sempre un destino diverso che aspetta chi lo vuole cercare. Anche in un libro regalato a Natale.


“THE REPTILE ROOM/LA STANZA DELLE SERPI” di LEMONY SNICKET

La vicenda di questo libro può apparire lieta all’inizio, con i ragazzi Baudelaire in compagnia di alcuni rettili molto interessanti e di uno zio svampito, ma non lasciatevi ingannare. Se avete sentito parlare degli sfortunati ragazzi Baudelaire, sapete già che anche eventi gradevoli possono condurre sulla via della sventura. Infatti, nelle pagine seguenti i ragazzi si imbattono in un incidente d’auto, un tanfo acre e pesante, un serpente letale, un lungo coltello, una grande lampada a stelo in ottone e la ricomparsa di una persona che speravano di non rivedere mai più.


“GLI INCANTEVOLI GIORNI DI SHIRLEY” di ELISABETTA GNONE

È finalmente primavera a Fairy Oak ma sono interminabili giorni di pioggia. Ben presto, però, un nuovo intricato mistero solleverà gli animi del villaggio: uno strano ricettario, trovato da Shirley nel laboratorio di sua zia, fa cenno al Segreto del Bosco! Determinata a scoprire la verità, Shirley coinvolgerà l’intera Banda del Capitano in sublimi incantesimi e mirabolanti avventure. Nessuno si tirerà indietro e ognuno darà prova di grande coraggio. Sarà pericoloso, i ragazzi lo sanno, ma ciò che vedranno e impareranno li ripagherà di ogni ferita e paura. Per sempre.


“IL TEMPO DELL’ATTESA” di ELIZABETH JANE HOWARD

È il settembre del 1939, le calde giornate scandite da scorribande e lauti pasti in famiglia sono finite e l’ombra della guerra è sopraggiunta a addensare nubi sulle vite dei Cazalet. A Home Place, le finestre sono oscurate e il cibo inizia a scarseggiare, mentre una nuova generazione prende le fila del racconto. Louise realizza il sogno della recitazione e nel frattempo incontra colui che diventerà suo marito, Polly non fa che pensare a se stessa, e Clary si guadagna tutta la nostra comprensione quando rifiuta di credere alla morte dell’amato padre e attende il suo ritorno. Mentre le ragazze aspettano di poter proseguire le proprie vite per diventare finalmente adulte, l’intera famiglia Cazalet è in attesa, in quegli anni difficili dell’inizio della guerra, in cui nessuno sa quando la vita tornerà quella di prima.

‘La Compagnia della Triste Ventura’ di Angelica Elisa Moranelli

Cosa vi succede se pronuncio la parola “autopubblicato”? Vi vengono le pustole? Siete assaliti da un’improvvisa nostalgia per le care virgole e gli amati congiuntivi? La testa vi si riempie di copertine improbabili, con addominali maschili che sfumano su un mare notturno conducendovi alla pazzia? Vi capisco perché succede anche a me, ma sappiate che ho una medicina per il “mal da self” e questa medicina si chiama Armonia di Pietragrigia.

Art by Stanislav V. Plutenko

La Compagnia della Triste Ventura è il primo volume di una saga (pentalogia per l’esattezza e l’ultimo volume è in fase di pubblicazione) fantasy per ragazzi che segue le avventure di Armonia, una quattordicenne annoiata e stufa marcia della sua banale e fin troppo tranquilla quotidianità nella città di Prugnasecca. Quando improvvisamente la sua vita viene messa in pericolo da una coppia di fattucchiere piuttosto imbranate, Armonia scopre di appartenere ad un altro mondo, il magico regno di Flavoria, di essere destinata a grandi cose ma soprattutto di essere inseguita da due temibili nemici.

La Compagnia della Triste Ventura possiede tutti gli ingredienti della migliore narrativa fantasy per ragazzi: innanzitutto ci sono i personaggi, bizzarri e dai nomi buffi che si rendono protagonisti di siparietti davvero esilaranti. Poi c’è il ritmo incalzante: ogni capitolo si conclude con un colpo di scena, non c’è proprio possibilità di annoiarsi, e le avventure sono una più appassionante dell’altra. È davvero impossibile non farsi trascinare dagli eventi e soprattutto non rimanere affascinanti dal worldbuilding (pure i termini tecnici) di questo romanzo: il mondo di Flavoria è ricchissimo di ambientazioni dettagliate e particolari, c’è davvero una cura per la costruzione dell’ambientazione che rende ogni luogo descritto dall’autrice ricco di dettagli, proprio come accade con i personaggi. Questi sono infatti uno dei punti forti della storia: pur essendo tanti è impossibile perdersi dei pezzi o fare confusione perché ciascuno di loro ha una propria personalità e una propria “voce” ben definita. Sono strani, simpatici (i dialoghi mi hanno divertito moltissimo) e memorabili.

Trattandosi di un self, poi, non posso non rendere merito al bellissimo lavoro “tecnico” fatto dietro a questo libro: editing, impaginazione, veste grafica, tutto è perfetto e professionale, niente “raffazzonate” (come direbbe mia nonna), nessuna improvvisazione. Questo è un LIBRO, vero, pronto per essere esposto sullo scaffale di una libreria e sì, ammetto che non me lo aspettavo, avendo finora avuto quasi sempre una pessima esperienza con il self-publishing.

E se queste sono le premesse, il mio viaggio a Flavoria si prospetta entusiasmante!